Ultima modifica: 2 gennaio 2018

Progetto Dada

Il nostro Istituto Comprensivo dall’ anno scolastico 2015/2016 ha attivato il progetto “Dada” ovvero un percorso di ripensamento della didattica tradizionale a partire dal ripensamento dei tempi e degli spazi della scuola.

Per realizzare il progetto Dada è stato necessario ripensare integralmente lo spazio educativo a partire dalla sua fisicità , collocando sui diversi piani dell’ edificio scolastico i dipartimenti disciplinari e partendo dai laboratori già esistenti.

Gli stessi dipartimenti sono stati resi facilmente identificabili a partire dai corridoi grazie alla segnaletica.

Si è preferito organizzare i gruppi di discipline orizzontalmente per limitare gli spostamenti verticali. Le aule sono state attrezzate con scaffalature e librerie idonee a contenere gli strumenti caratterizzanti le singole materie. L’ arredo dell’ aula si presta a rapide  trasformazioni, per adattarsi alla lezione che viene proposta di volta in volta. E’ dunque evidente il processo di cambiamento che anima il progetto Dada nel quale svolge un ruolo fondamentale non solo l’uso del’ iCT , ma anche e soprattutto l’ organizzazione e la percezione dello spazio vissuto.

Questo è l’ esempio di alcune aule realizzate ad Hoc, dal confronto si possono notare le differenze tra le aule prima e dopo l’ allestimento.

                                                                 Aula di matematica

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                                                                Aula di Lettere

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                                                                 Aula di inglese

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                                                                 Aula di lettere

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Aula Chagall di Arte ed Immagine

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Da zero a cinquanta in quattro anni circa. Il Dada diventa sempre più protagonista nelle scelte didattiche delle scuole e la Scuola Secondaria di Primo Grado “Nicola Ricciotti” si attesta tra le prime ad aver operato in modo lungimirante questa scelta. 

Di questo si è parlato mercoledì, 15 novembre 2017, a Romanella sede Tavani Arquati del Liceo J. F. Kennedy di Roma dove si è svolto il Convegno “Dal DADA al … DADAumpa”- Comunità Educanti in Movimento per parlare di come cambia la Scuola. Presenti le più alte cariche istituzionali del MIUR, del Comune di Roma, di Indire ed i responsabili Scuola delle rappresentanze istituzionali.
Proprio i rappresentanti dell’Indire hanno apprezzato il “Benessere a scuola” su cui ha puntato la dirigente scolastica, prof.ssa Monica Fontana, ed è per questo che ha chiesto una fattiva collaborazione con la nostra scuola. Ma attestati di stima sono giunti anche dai rappresentanti delle altre scuole che da tutta Italia hanno raggiunto Roma. 
Quando tre anni fa si avviò la sperimentazione Dada (acronimo di Didattiche per Ambienti di Apprendimento), forte fu la curiosità per l’iniziativa e non solo fra gli addetti ai lavori. In una scuola restia ai cambiamenti, l’idea che gli studenti non avessero più una classe di riferimento ma si dovessero spostare da un’aula all’altra ai cambi dell’ora per raggiungere i loro professori nel loro spazio/laboratorio, creò un certo scompiglio. E delle aspettative. 
«Possiamo dire – si legge in una nota – che le aspettative non sono state disattese: oggi il metodo Dada è seguito da oltre 50 scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia e più di 20 hanno avviato il progetto. È inoltre monitorato dall’Università La Sapienza e partecipa alle Avanguardie Educative Indire». «Se il modello di riferimento è chiaramente di matrice anglosassone – c’è ancora scritto nella nota – dove è prassi che siano gli allievi a raggiungere i docenti nelle loro classi/laboratorio (e dove gli istituti sono già pensati – architettonicamente parlando – a questi spostamenti), è qui a Roma che si sta compiendo un ulteriore passo avanti. Verso il Dadaumpa. È un gioco di parole, certo, ma significa che al metodo va aggiunta un’atmosfera, un’armonia, una consapevolezza. La scuola intera deve saper ballare il suo Dadaumpa e tutti hanno un ruolo: dal dirigente ai docenti, dagli studenti ai genitori e al personale Ata».

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