Ultima modifica: 5 marzo 2018

La II C vincitrice del concorso del MIUR sulle “Madri della Costituzione”, l’8 Marzo al Quirinale

Vincitori del concorso del Ministero dell’Istruzione dal titolo “Le madri della Costituzione”. L’Istituto Comprensivo Frosinone 3 porta a casa un altro importantissimo risultato frutto del grande lavoro sulle competenze di cittadinanza al centro di tutte le attività dell’Istituto guidato dalla dirigente scolastica, professoresse Monica Fontana.

La II C della Scuola Secondaria di Primo grado “Nicola Ricciotti” con il sapiente aiuto della professoressa Patrizia Belardinelli, ha vinto il Concorso grazie a un graphic novel su una delle madri della Costituzione: Bianca Bianchi. Il prossimo 8 marzo i ragazzi saranno al Quirinale a ritirare il premio insieme alla dirigente scolastica e alla professoressa Patrizia Belardinelli.

I ragazzi potevano produrre o un elaborato scritto o uno grafico aperto anche al disegno o alla graphic Novel. La scelta della II C è caduta da subito sul Graphic Novel, essendo un genere privilegiato per lo storytelling storico (basti pensare alla “Storia d’Italia a fumetti” di Enzo Biagi o al più noto “Maus” di Art Spiegelmann). Divisi in due gruppi, gli alunni della II C hanno prodotto due progetti: il primo gruppo ha realizzato: otto tavole in bianco e nero su formato A4. Il secondo gruppo ha disegnato due tavole colorate, genere “manga”, sempre sulla vita di Bianca Bianchi.

Valutando i lavori, si è ritenuto opportuno utilizzare le otto tavole per il concorso e destinare all’altro lavoro ad uno spazio espositivo per un futuro incontro sulla Costituzione (presumibilmente quello del 20 Marzo). Attraverso il genere “Graphic Novel”, i tre autori hanno ripercorso la vicenda umana e politica di Bianca Bianchi, Madre della Costituzione. Sfogliando le tavole, si snoda la significativa storia di Bianca: dalla bottega del padre fabbro (segretario della federazione socialista del suo paese, Vicchio) ai primi comizi, fino all’esperienza della Costituente. Tra il chiaroscuro dei disegni emerge quello che lei stessa definiva “il virus della politica”, inteso come passione viva ed impegno civile volto al profondo cambiamento di uno Stato, l’Italia, che si riscopriva Democratico, Libero e Solidale anche grazie ai valori della Resistenza. Gli autori sono rimasti colpiti principalmente dalla caparbietà di Bianca Bianchi e dalla sua libertà, esercitata come politica ma anche come insegnante. Sembra quasi che gli episodi più significativi della vita di questa Madre Costituente portino in nuce, gli articoli della Costituzione: dall’Articolo 3, al 33, passando per gli articoli che difendono il diritto all’istruzione e alla dignità delle giovani generazioni. La ricostruzione storica è stata perlopiù iconografica e gli autori hanno cercato quanto più di disegnare Bianca com’era, omaggiandola con i paesaggi a lei cari (Vicchio, Firenze, Sofia e Montesenario).

Il concorso, bandito dal Miur e la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionali, con l’Alto Patrocinio della Corte Costituzionale e con la Collaborazione delle Associazioni femminili) era aperto alle scuole secondarie di primo e secondo grado ed aveva come obiettivo lo studio, la riflessione e la realizzazione di elaborati sulla vita e sull’operato delle nostre 21 Madri Costituenti. Il progetto prevedeva “l’adozione” di una Madre Costituente, per conoscerne e approfondirne la vita personale e politica oltre al ruolo svolto durante e dopo i lavori dell’Assemblea Costituente. Ciascuna Madre era associata ad una regione italiana (non necessariamente  provenienza natale della Madre stessa). Al Lazio è stata assegnata Bianca Bianchi. L’adesione al progetto nasce all’interno delle riunioni dei Dipartimenti orizzontali e verticali, ispirata dalla progettazione da parte di questi ultimi, dell’UDA “Siamo figli di un’unica terra”- Viaggio negli articoli 3 e 9 della Costituzione Italiana”.

 

 

Episodi della vita di Bianchi scelti per il graphic Novel

I ragazzi sono stati molto colpiti dallo stretto legame tra Bianca e suo padre e come questi sia stato per lei, anche ispiratore di una politica tenera, casalinga, fatta della realtà semplice di tutti i giorni. In rilievo è stata messa anche la figura del nonno, antifascista che ha educato Bianca e sua sorella alla libertà di pensiero senza mai nascondere loro le difficoltà che avrebbero incontrato nel loro percorso da donne libere ed impegnate politicamente. La vicenda di Bianca come docente ci ha fatto inoltre riflettere sulla libertà di insegnamento perché più volte fu licenziata o addirittura mandata in esilio (in Bulgaria) per aver insegnato cultura ebraica nelle scuole o semplicemente per aver assegnato ai ragazzi un tema nel quale chiedeva loro speranze e aspettative per il futuro in un periodo in cui il anche il futuro doveva essere gestito e controllato dal regime.  Successivamente Bianca diventa partigiana, compiendo qualche operazione“. In particolare distribuisce volantini antifascisti e, qualche giorno prima dell’insurrezione fiorentina, le viene affidato il compito di trasportare un carretto carico di armi. L’esperienza della resistenza è breve, ma per Bianca ha un valore importante, perché permette il passaggio dall’antifascismo esistenziale, vissuto individualmente, ad una maturazione politica consapevole, vissuta in condivisione con i compagni”.

Le tavole realizzate dai ragazzi ripercorrono quindi l’emozionante esperienza della Costituente e la sua volontà di discutere i temi della scuola, delle pensioni dell’occupazione Nell’opera sono stati messi in rilievo due aspetti in particolare: 1) l’impegno di Bianca per la legittimazione dei cosiddetti figli di “N.N.” per l’approvazione di un percorso legislativo che ne tutelasse il diritto alla ricerca delle proprie origini 2) la dedizione tutta pestalozziana nell’aprire la scuola Europea di Montesenario: una realtà didattica in cui l’esperienza civile e naturale diventava imprescindibile premessa di apprendimento. Senza retorica, la Bianca disegnata dai ragazzi, in una striscia, ricorda come ai tempi della Costituente, si cercò di convincerla a lasciare il posto ad un socialista che sventolava la tessera di anzianità al partito quasi a volesse che l’essere uomo e membro più anziano, ne decretassero automatica intelligenza e superiorità. La Bianca Bianchi matura seduta alla scrivania, rappresentata su una delle tavole, vuole ritrarre l’ultimo impegno politico della donna tra il ’70 e il ’75, anni che la videro consigliera comunale a Palazzo Vecchio a Firenze (vice sindaco di Firenze) e Assessore alle questioni legali e affari generali. Il titolo dell’opera, infine, proviene da una famosa frase di Bianca Bianchi contenuta nella sua biografia: “La storia è memoria: ti racconto la mia storia” (1988), secondo cui, la sua discesa nella politica, nasceva dalla sua convinzione di “poter contribuire a creare un mondo di eterna primavera”. Una primavera che abbiamo respirato nella nostra aula e che ci è sembrata ancora più profumata e preziosa in un periodo storico come il nostro, in cui l’indifferenza alla politica rappresenta davvero un nemico per la nostra Costituzione. Devo dire che attraverso l’esperienza di Bianca Bianchi i ragazzi hanno inteso la vita politica come la costruzione della vita di tutti giorni, necessaria per il vivere insieme con solidale e democratica responsabilità.

Qui l’elenco completo dei vincitori del Concorso nazionale.

 

 

 

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